Ci sono eventi sportivi che si esauriscono nel risultato finale e altri che lasciano un segno ben oltre il campo di gioco. Il triangolare di rugby ospitato presso i campi del nostro centro sportivo Arci UISP Scampia appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
Per qualche ora il rugby è stato il protagonista assoluto, ma sarebbe riduttivo fermarsi all’aspetto agonistico. Quella andata in scena è stata soprattutto una straordinaria esperienza di incontro, dialogo e crescita condivisa tra studenti italiani e francesi, un’occasione concreta per trasformare lo sport in uno strumento educativo capace di abbattere distanze geografiche, culturali e linguistiche.
L’iniziativa, realizzata nell’ambito del programma Erasmus, ha coinvolto gli alunni dell’Istituto Comprensivo Pertini 87 Don Guanella di Napoli e quelli del Collège Roy d’Espagne di Marsiglia, grazie anche alla collaborazione dell’École Française Alexandre Dumas di Napoli che ha svolto un importante ruolo di raccordo tra le due realtà scolastiche.
Per cinque giorni i ragazzi hanno condiviso molto più di semplici attività sportive. Hanno partecipato a laboratori didattici, momenti di formazione, visite sul territorio e persino dimostrazioni pratiche di robotica. Esperienze differenti tra loro, ma accomunate da un unico obiettivo: favorire la conoscenza reciproca e costruire relazioni autentiche.
Spesso si parla di cittadinanza europea in termini astratti. In realtà l’Europa prende forma proprio in occasioni come questa.
Nasce quando ragazzi provenienti da città diverse si confrontano, collaborano e scoprono che, al di là delle differenze linguistiche o culturali, condividono gli stessi sogni, le stesse curiosità e la stessa voglia di costruire il proprio futuro.

Il rugby, da questo punto di vista, rappresenta uno strumento educativo straordinario.
Chi lo pratica sa bene che si tratta di una disciplina nella quale il talento individuale ha valore soltanto se messo al servizio della squadra. Nessuno avanza da solo. Nessuno raggiunge il risultato senza il contributo degli altri.
Non è un caso che il rugby venga spesso utilizzato nei percorsi educativi rivolti ai giovani. Rispetto delle regole, spirito di sacrificio, lealtà, fiducia reciproca e senso di appartenenza sono principi che si apprendono sul campo e che poi accompagnano i ragazzi nella vita quotidiana.

La palla è nel rugby un premio e come tale va conquistata con fatica e portata in salvo oltre la linea di meta, sottraendola all’avversario. Con la trasformazione verrà spedita in cielo e sottratta per sempre all’antagonista.
Desmond Morris
Le riflessioni del celebre antropologo Desmond Morris, richiamate in occasione dell’evento, descrivono perfettamente questa dimensione collettiva del rugby. In questo sport la conquista della palla non rappresenta soltanto un gesto tecnico, ma il risultato di una strategia condivisa e di un impegno comune. Un’immagine che ben si presta a raccontare il significato più profondo dell’iniziativa ospitata a Scampia.
E proprio Scampia merita una riflessione particolare.
Per troppo tempo questo quartiere è stato raccontato esclusivamente attraverso stereotipi e narrazioni parziali. Oggi, invece, rappresenta sempre più spesso un laboratorio di innovazione sociale, educativa e culturale. Una realtà che continua a produrre esperienze capaci di mettere al centro i giovani, la scuola, lo sport e la partecipazione attiva.
La presenza di una rete territoriale solida e collaborativa ha reso possibile la realizzazione di questo progetto. Scuole, associazioni, dirigenti scolastici, educatori, volontari e realtà sportive hanno lavorato insieme per offrire ai ragazzi un’esperienza che difficilmente dimenticheranno.

Il triangolare conclusivo ha rappresentato il momento più visibile di questo percorso.
Prima delle partite, la bandiera della pace collocata accanto a quelle italiana e francese ha offerto un’immagine semplice ma estremamente significativa. In un tempo segnato da tensioni internazionali e divisioni sempre più evidenti, vedere giovani provenienti da Paesi diversi incontrarsi attraverso lo sport assume un valore che va ben oltre la cronaca sportiva.
Sul terreno di gioco si sono sfidate squadre diverse. Fuori dal campo, invece, hanno vinto tutti.
- Hanno vinto i ragazzi che hanno avuto l’opportunità di conoscere una realtà differente dalla propria.
- Hanno vinto le scuole che hanno investito nell’educazione internazionale.
- Ha vinto il territorio che ancora una volta ha dimostrato la propria capacità di accogliere e creare opportunità.
Forse tra qualche anno molti di questi studenti avranno dimenticato il punteggio delle partite disputate. Difficilmente però dimenticheranno le amicizie nate durante questa settimana, le esperienze condivise e la consapevolezza di appartenere ad una comunità più ampia dei confini della propria città.
In fondo è proprio questo il risultato più importante che lo sport possa raggiungere. Non formare soltanto atleti migliori, ma contribuire a formare cittadini più consapevoli, aperti al confronto e pronti a costruire ponti laddove altri vedono soltanto confini.
A Scampia, per una settimana, questo obiettivo è stato raggiunto. E vale molto più di qualsiasi meta realizzata sul campo.