Circa 150 giovani calciatori e otto squadre in campo a Scampia per il torneo promosso dalla Fondazione Cannavaro Ferrara insieme all’Arci Uisp Scampia.
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Nel giugno del 2019, il torneo di calcio giovanile promosso dalla Fondazione Cannavaro Ferrara, in collaborazione con la scuola calcio Arci Uisp Scampia, ha coinvolto circa 150 giovani calciatori provenienti da diversi quartieri di Napoli. Otto squadre, due gironi, una fase finale e, naturalmente, una vincitrice.
A conquistare il torneo è stata la SSC Napoli, che nella finale del 15 giugno ha superato la Bombonera. Ma fermarsi al risultato significherebbe non raccontare tutta la storia. Perché nel MundiaNapoli il pallone è il punto di partenza, non quello di arrivo.
Il calcio come strumento educativo

L’edizione 2019 era riservata alla categoria Esordienti, con ragazzi nati nel 2007. In campo Arci Scampia, SSC Napoli, Domenico Luongo, Ciro Caruso, Real Poggio, Nereo Rocco, Campanile Pigna e Bombonera.
L’obiettivo dichiarato della manifestazione era utilizzare lo sport come risorsa educativa e formativa, ma anche come strumento di integrazione e riscatto sociale.
Parole importanti, certamente. Ma proviamo a tradurle nella vita di un ragazzino. Giocare in una squadra significa rispettare delle regole, confrontarsi con gli avversari, collaborare con i compagni, accettare le decisioni dell’arbitro. Significa vincere senza umiliare chi perde e, cosa probabilmente ancora più difficile, imparare a perdere.
Concetti che sulla carta possono sembrare persino scontati. Sul campo, invece, diventano esperienza. Ed è qui che un torneo giovanile può trasformarsi in qualcosa di più grande sia dell’evento che della classifica.
Scampia e il valore sociale dello sport
La fase finale del MundiaNapoli si è disputata sabato 15 giugno al centro sportivo dell’Arci Scampia.
Anche il luogo conta. Scampia è stata raccontata per anni quasi esclusivamente attraverso i suoi problemi. Una narrazione che, quando diventa l’unica possibile, rischia però di mettere in secondo piano associazioni, famiglie, educatori e realtà sportive che quotidianamente lavorano sul territorio.
Un campo di calcio, da questo punto di vista, può diventare un piccolo presidio sociale. È il posto nel quale incontrare gli amici, ma anche quello dove un allenatore può diventare un adulto di riferimento. È uno spazio fatto di orari, responsabilità e regole. Per appartenere alla squadra bisogna esserci, allenarsi e confrontarsi con gli altri.
Naturalmente lo sport non risolve da solo i problemi sociali di un quartiere. Sostenerlo sarebbe semplicistico. Può però offrire occasioni, relazioni e alternative. E quando si parla di ragazzi, offrire un’alternativa concreta non è cosa da poco.
La SSC Napoli vince il MundiaNapoli 2019
Alla fine, però, qualcuno doveva pur vincere e nella finale del 15 giugno la SSC Napoli si è imposta sulla Bombonera, conquistando il MundiaNapoli 2019. L’Arci Scampia ha chiuso al terzo posto, mentre il Real Poggio si è classificato quarto.
Il calcio d’inizio è stato affidato ad Antonella Leardi. Al termine della manifestazione sono arrivati medaglie e applausi per tutti i partecipanti, premiati da Antonio Piccolo e Antonio Mirabella dell’Arci Scampia e da Vincenzo Ferrara, direttore e amministratore delegato della Fondazione Cannavaro Ferrara.

Il risultato agonistico rimane, ovviamente, importante. Chi entra in campo vuole vincere e sarebbe artificioso sostenere il contrario. Il punto è capire come si cerca quella vittoria.
Rispettando l’avversario, fidandosi dei compagni, impegnandosi, accettando un errore e ricominciando a giocare. In questo modo la competizione non perde intensità, semplicemente acquista un valore ulteriore.
L’esempio di Cannavaro e Ferrara
Nel progetto ha avuto un ruolo significativo anche la vicinanza di Fabio Cannavaro, Paolo Cannavaro e Ciro Ferrara. Per ragazzi che giocano a calcio, confrontarsi idealmente con campioni capaci di arrivare ai massimi livelli dello sport professionistico possiede inevitabilmente un fascino particolare.
Ma c’è un messaggio ancora più interessante. Non tutti quei giovani diventeranno calciatori professionisti, naturalmente. Tutti, però, possono imparare qualcosa dall’esperienza sportiva.
Disciplina, responsabilità, rispetto e capacità di stare insieme non servono soltanto quando si indossano gli scarpini. Servono fuori dal campo.

Una partita che vale più del risultato
Alla fine del MundiaNapoli 2019 c’è dunque una classifica precisa. La SSC Napoli davanti alla Bombonera, poi Arci Scampia e Real Poggio.
Ma, poi ci sono circa 150 ragazzi. Forse è proprio questo il numero sul quale vale la pena soffermarsi. Centocinquanta giovani che hanno condiviso campi, regole, vittorie e sconfitte, incontrando coetanei provenienti da quartieri differenti della stessa città.
Il calcio non può sostituirsi alla scuola, alle famiglie, alle associazioni o alle politiche sociali. Può però fare bene la propria parte, soprattutto quando intorno a un pallone si costruiscono occasioni concrete di incontro, integrazione e crescita.
Una coppa, alla fine, viene consegnata a una sola squadra, ma, un’esperienza capace di insegnare ai ragazzi a competere, rispettarsi e stare insieme, invece, può essere una vittoria per tutti.
