Ci sono tornei che finiscono con una coppa alzata al cielo e altri che, invece, continuano a lasciare traccia anche dopo il fischio finale. Il Mundianapoli appartiene senza esitazione alla seconda categoria.
L’ottava edizione del torneo giovanile Mundianapoli 2023, promossa dalla Fondazione Cannavaro Ferrara in collaborazione con la Scuola Calcio Arci UISP Scampia, ha confermato con grande chiarezza una cosa che, a volte, nel rumore del calcio spettacolo tendiamo a dimenticare: il pallone, soprattutto quando rotola tra i piedi dei più giovani, può essere uno straordinario strumento educativo, di integrazione e persino di riscatto sociale.
L’iniziativa, riservata alla categoria esordienti nati nel 2011, ha coinvolto 150 ragazzi provenienti da diversi quartieri di Napoli, distribuiti in otto squadre, di calcio a 8: Arci Scampia, Brothers Napoli, SC Fuorigrotta, Barone Calcio, SSC Napoli, New Team S. Giovanni, ASD Materdei e Nereo Rocco. Già questo dato, di per sé, racconta molto.

Perché mettere insieme realtà differenti, storie differenti e sensibilità differenti dentro un perimetro di regole condivise significa fare sport nel senso più pieno del termine. E diciamolo pure, è qui che il calcio torna ad essere una cosa seria, nel significato più bello dell’espressione.
La finale disputata presso il Centro Sportivo Arci UISP Scampia ha visto imporsi il Materdei, classe 2011, che ha superato per 3 a 2 la SSC Napoli, composta da ragazzi classe 2012. Una partita combattuta, viva, intensa, come spesso accade quando l’entusiasmo non è ancora stato appesantito da tatticismi esasperati e dalle sovrastrutture del calcio adulto. Il risultato conta, naturalmente, perché nello sport la dimensione competitiva non va demonizzata, anzi. Però conta ancora di più il modo in cui ci si arriva. E qui il modo è stato quello giusto: partecipazione, rispetto delle regole, spirito di squadra, agonismo sano. In altre parole, cultura sportiva.
Dopo la finalissima, il clima di festa con coppe ai vincitori e medaglie per tutti i partecipanti ha restituito il senso autentico della manifestazione. Non soltanto premiare chi ha vinto, ma riconoscere il valore del percorso compiuto da tutti. È un dettaglio solo in apparenza marginale. In realtà è una precisa scelta pedagogica. Perché nel calcio giovanile ben condotto non si formano soltanto piccoli atleti, ma persone capaci di confrontarsi, di perdere senza smarrirsi e di vincere senza sentirsi superiori. È una palestra tecnica, certo, ma prima ancora è una palestra civile. Ed in quartieri che, troppo spesso, vengono raccontati solo attraverso stereotipi logori, questa dimensione assume un peso ancora maggiore.

A rendere ancora più significativa questa edizione è stata la dedica alla memoria di Alessandro Sacco, giornalista recentemente scomparso. La presenza del padre, Pino Sacco, che ha premiato tutti i ragazzi, ha dato all’evento una cifra emotiva profonda, composta, autentica. In momenti come questo si comprende che lo sport, quando è organizzato con intelligenza e sensibilità, sa tenere insieme il presente e la memoria, il gioco ed il rispetto, la gioia ed il ricordo. Non è poco. Anzi, è moltissimo.
Quindi il Mundianapoli 2023 è stato da un lato, un torneo ben riuscito e dall’altro un presidio educativo, un’occasione di comunità, un esercizio concreto di inclusione sociale. E se è vero, come crediamo, che il valore di una scuola calcio non si misura soltanto dai risultati sportivi ma dalla qualità umana di ciò che semina, allora manifestazioni come questa dicono molto del lavoro che l’Arci UISP Scampia porta avanti sul territorio. Un lavoro silenzioso, serio, quotidiano, che non ha bisogno di enfasi per essere riconosciuto.
Basta guardare il campo, i ragazzi, le famiglie, l’atmosfera. Il resto viene da sé.
